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Istituto Paritario G.B. Montini

Liceo Classico - Liceo Linguistico

Novembre 2017
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Il Centro Culturale don Carlo Calori aderisce al Coordinamento dei Centri Culturali Cattolici della Diocesi di Milano ed organizza convegni, conferenze singole, cicli di conferenze, dibattiti, tavole rotonde, mostre d’arte, concerti vocali e strumentali; visite guidate a musei, mostre, pinacoteche e fiere, viaggi d’istruzione, manifestazioni agonistiche, sportive e ricreative; spettacoli teatrali, letture sceniche, incontri con personalità dei vari settori della vita organizzata.

 Le date e le ore di svolgimento delle singole attività e delle manifestazioni programmate vengono rese note di volta in volta con appositi, tempestivi comunicati.

 Il Centro Culturale svolge anche attività editoriale pubblicando la rivista trimestrale “CULTURA OGGI”, che viene regolarmente inviata a tutti gli Associati al Centro Culturale stesso, e la collana “I QUADERNI DELL’ISMECC”, composta di agili volumetti contenenti studi, saggi, monografie, dispense.

 Il Centro Culturale ISMECC trae l’ispirazione per le sue annuali programmazioni dalla concretezza del momento storico che stiamo vivendo.

 Senza pessimismi, ma con sano realismo, abbiamo l’impressione che ormai da troppo tempo i Cattolici vivano una condizione di subalternità, incapaci di essere culturalmente originali, pur aprendosi al dialogo con altre matrici ideologiche e religiose. Da gran tempo i Sommi Pontefici ci invitano ad essere autonomi ed a non mendicare da altri criteri di giudizio, di scelta e di comportamento. Per ovviare a questa condizione di subalternità, ci sforziamo di diventare consapevoli della nostra storia e capaci di cogliere l’estrema ricchezza di tante testimonianze di coraggio dateci nel passato e dai tanti martiri cattolici del XX Secolo.

 Siccome ci pare che la cultura cattolica fatichi a farsi cultura nazionale, perché i Cattolici hanno permesso – più o meno obtorto collo – che la storiografia del Risorgimento emarginasse fattori che avrebbero messo a soqquadro la ricostruzione della nostra epopea nazionale, ci sforziamo di diventare un luogo in cui si dica a voce spiegata che rifiutare la subalternità e ritrovare la fierezza delle proprie origini è per il Cattolico un compito che non contrasta col dialogo, se condotto all’insegna dell’evangelico prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Neppure dimentichiamo che la questione della classe dirigente, della sua qualità, della sua formazione, della sua riproduzione, è indubbiamente decisiva per il futuro del nostro Paese, e di conseguenza ci sforziamo di elaborare cultura, così che vengano coltivate intelligenze d’alto valore e – in particolare – anche intelligenze politiche capaci di intendere la politica come servizio e, come suggerisce la Dottrina Sociale della Chiesa, non come contrapposizione di gruppi di potere impermeabili ai valori etici.

In conclusione, lavoriamo perché si prenda coscienza che la salvezza comincia dalla storia, che non ci si può incolpevolmente estraniare dalla storia degli uomini, perché ciò equivarrebbe ad estraniarsi dalla storia della salvezza tradendo Gesù Cristo, e che tutte le questioni umane, quelle culturali e politiche comprese, affondano le loro radici e sono risolvibili attraverso la buona teologia, da cui scaturisce una sana teleologia, mediante la quale sarà possibile rifondare su princìpi evangelici la società attuale: questo è ciò che noi ci sforziamo di fare.